IL TEMPO

gli automobilisti: “la patente ai pedoni”

DA “IL TEMPO” – Data Martedì 14 dicembre 2004

I conducenti di vetture e moto chiedono a gran voce lo stesso trattamento per chi senza mezzi viola il codice della strada

L’esperto: “Esistono norme che puniscono chi va a piedi, ma quasi mai sono colpiti i trasgressori”

di AUGUSTO PARBONI

“E’ ORMAI guerra aperta tra automobilisti e pedoni. I primi non accettano infatti di essere i soli a essere puniti se non rispettano il codice della strada, poiché non vedono mai da parte delle forze dell’ordine lo stesso comportamento nei confronti di chi invece gira per la città a piedi e si crede “padrone” delle strade, di poter attraversare dove vuole e di non rispettare le regole di sicurezza per evitare di mettere a rischio l’incolumità del conducente di un’auto.

“Un comportamento che dovrebbe essere sanzionato perché previsto dal codice – sostiene Andrea T., automobilista – da chi deve far rispettare le regole”.

C’è infatti una netta differenza tra le multe che vengono elevate contro gli automobilisti e contro i pedoni. Nella maggior parte dei casi viene colpito chi viola l’articolo 191 del nuovo codice stradale, che va infatti a colpire i conducenti che non danno la precedenza ai pedoni.

Ma quante sono le multe invece che vanno a punire i pedoni che non danno la precedenza agli automobilisti? Praticamente vicino allo zero.

L’articolo del codice in questione, primo comma, è dunque il 191, che recita: “Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono dare la precedenza, rallentando e all’occorrenza fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali. I conducenti che svoltano per inoltrarsi in un’altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale devono dare la precedenza, rallentando e all’occorrenza fermandosi, ai pedoni che transitano sull’attraversamento medesimo, quando a essi non sia vietato il passaggio. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 137,55 a euro 550,20. Per le infrazioni indicate il punteggio sarà decurtato di 5 punti dalla patente”.

Ma anche i pedoni dovrebbero essere puniti se non rispettano l’articolo 190 del nuovo codice stradale, ma non accade praticamente mai: “I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 19,95 a 81,90 euro”.

“Le autorità stanno a guardare, dimenticando così di rendersi responsabili di omissione di atti legalmente dovuti – tuona l’avvocato Simone Pacifici – bisognerebbe che la procura indagasse su quanti verbali vengono elevati nei confronti dei pedoni, e servirebbe dotare anche i pedoni, in quanto utenti della strada, di un patentino. I trasgressori quasi mai vengono colpiti”.

 

PEDONI
PATRIA POTESTA’ A RISCHIO PER I GENITORI INDISCIPLINATI


DA “IL TEMPO” – Data Sabato 11 dicembre 2004

“Se un genitore a piedi mette in pericolo più volte il figlio minore, rischia di essere sospeso dalla patri potestà”

di AUGUSTO PARBONI

“OCCORREREBBE dotare anche i pedoni, in quanto utenti della strada, di un patentino”. Un’affermazione che, in un periodo in cui è necessario superare esami di guida anche prima della maggiore età per guidare una minicar oppure ciclomotori o scooteroni, potrebbe non suscitare curiosità. Ma se si considera che se anche un genitore che esce a fare una passeggiata con il figlio piccolo, seduto in un passeggino o in una carrozzina, non rispetta la normativa del nuovo codice stradale può passare guai, il peso della frase cambia decisamente. Sì, perché anche un papà o una mamma, se reiterano comportamenti pericolosi per il piccolo, possono essere colpiti da provvedimenti da parte del giudice tutelare al quale si rivolge l’altro coniuge. Il codice civile parla infatti di provvedimenti che possono essere presi dal giudice quando la condotta di uno o di entrambi i genitori appare pregiudizievole, con riferimento all’esercizio della patria potestà, arrivando nei casi più gravi alla sospensione a fronte di una condotta reiterata che metta a serio rischio l’incolumità del minore. «La situazione più grave si assiste osservando i bambini, minori o addirittura in carrozzina - spiega il penalista Simone Pacifici (nella foto) - che vengono fatti attraversare al di fuori di attraversamenti pedonali, in curva, con il rosso o magari mentre si telefona al cellulare. Bisogna ricordare che i pedoni non possono usare indiscriminatamente il proprio diritto di precedenza nell’attraversamento della carreggiata sulle apposite strisce o nelle immediate vicinanze, in quanto gli stessi sono sempre tenuti ad assicurarsi che l’attraversamento non costituisca pericolo per sé o per la circolazione. La Corte di Cassazione ha infatti affermato che se il "pirata della strada" è il pedone, l’automobilista non è responsabile dell’accaduto, anche se lo investe sulle strisce pedonali». Una proposta choc dell’avvocato Pacifici è appunto il patentino per i pedoni, sul quale annotare le eventuali infrazioni compiute in qualità di pedone e che integrerebbero, una volta esaurito un bonus dato a monte, una maxi sanzione: per chi è munito di patente di guida, la decurtazione di punteggio, da stabilire a seconda della gravità della violazione (attraversamento con luce rossa, parlando al telefonino, al di fuori di attraversamenti pedonali presenti, l'aver commesso il fatto accompagnando minori di 14 anni o disabili.); per chi invece è sprovvisto di patente, una sanzione pecuniaria molto più grave e che si andrebbe ad aggiungere a quella già prevista dal codice della strada, articolo 190, nella prassi quasi mai applicata: multe fino a 81 euro per i pedoni negligenti. (Foto di Alessandro Polerigiani)