ROMAONE

STRISCE BLU: MULTA NULLA SE SULLA SOSTA A TEMPO

 

DA “ ROMAONE” – Data 16 Novembre 2007

Sentenze – Il giudice di pace di Roma Cesare Castaldi ha deciso che la contravvenzione non ha valore se viene comminata quando il veicolo è negli stalli per il parcheggio temporaneo
Roma - Sono nulle le contravvenzioni per mancato pagamento del ticket ai veicoli che sostano nelle strisce blu se nel verbale viene contestata la violazione dell'articolo 157 del codice della strada (luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato), circostanza che secondo l'avvocato romano Simone Pacifici avviene sistematicamente nella Capitale per infrazioni di questo genere.


LA VICENDA - Lo ha deciso il giudice di pace di Roma Cesare Castaldi che ha accolto un ricorso dello stesso Pacifici. La vicenda finita al vaglio del magistrato fa riferimento ad un verbale d'accertamento notificato ad un automobilista di Roma nel quale si contestava la violazione dell'articolo 157 per aver sostato ''senza esporre il titolo di pagamento''. Il penalista ha eccepito davanti al giudice di pace l'inesistenza della violazione poiché l'articolo in questione ''non contempla sanzioni per l’eventualità richiamata nel verbale”.


DIFFERENZE - Non solo, lo stesso Pacifici ha contestato anche il fatto che per contravvenzioni disciplinate dall'articolo 157 si parte da una sanzione minima di 33,60 euro, mentre per le violazioni di sosta nelle strisce blu, regolamentate dall'articolo 7, primo comma del Cds, la sanzione minima è di 19,95 euro. Quindi, a parere del legale, oltre all'inesistenza della tipologia di violazione contestata, va aggiunto anche la differenza della sanzione pretesa dai destinatari delle violazioni.

 

EMERGENZA FIUMI: PREOCCUPA L’ANIENE

DA “ ROMAONE” – Data 27 Dicembre 2004

Prosegue l'ondata di maltempo che ha investito la Capitale e il Lazio.
Stato di allerta a Ponte Mammolo: chiuso un tratto della Tiburtina. Isole: Ponza e Ventotene sono isolate

Allagamento nel quartiere Capannelle

SIMONE SPIRITO

Roma, 27 dicembre 2004 - Altre 24 ore di pioggia incessante e vento oltre i 50 chilometri orari anno lasciato il segno sul Lazio, soprattutto sulla costa meridionale e nel viterbese. La situazione più difficile è forse quella delle isole pontine: Ponza e Ventotene sono infatti completamente isolate da quattro giorni. Al momento non si segnalano problemi di rifornimento di acqua, viveri e carburante, ma l'emergenza potrebbe comunque scattare se la situazione dovesse continuare. Ma a destare preoccupazione ora è soprattutto il livello dei fiumi: sul Tevere è stata sospesa la navigazione nel tratto cittadino, il fiume Aniene è esondato all'altezza di Ponte Mammolo. Situazione difficile anche nella zona di Prato Lungo, sulla via Tiburtina, dove le acque del fiume hanno invaso le strade ed allagato i negozi e dove è stato chiuso il ponte di Prato Lungo, pericolante. Chiuso anche un tratto della Tiburtina, dal Grande Raccordo Anulare fino allo svincolo di via San Basilio, verso Roma Centro. La Protezione civile regionale è impegnata a tenere sotto controllo il livello in crescita dello stesso Aniene nella zona di Subiaco, del Liri in provincia di Frosinone e, nel Viterbese, del Marta, già straripato ieri senza però creare danni a abitazioni, del Tevere e del Mignone. E in tutto la Tuscia si susseguono da ieri frane e smottamenti. In una riunione delle forze della protezione civile, alla Prefettura di Roma, è stato deciso di rendere disponibili, in caso di necessità, cinque centri di accoglienza in altrettanti municipi del Comune di Roma attraversati dall'Aniene. Cinquanta operatori della protezione civile comunale, insieme ai vigili del fuoco, si occuperanno delle emergenze, mentre la sala operativa della protezione civile sarà aperta tutta la notte.
In alcuni punti della provincia di Viterbo, i tre principali fiumi: Tevere, Mignone e Marta, hanno creato piccole esondazioni che per il momento non hanno interessato zone abitate. Ma è sempre massima allerta nel territorio comunale di Tarquinia, dove ieri il fiume Mignone è fuoriuscito dagli argini e il livello del Marta è giunto al limite della tracimazione. L'unità di crisi della Prefettura di Viterbo, in ogni caso, ha predisposto il necessario per l'eventuale evacuazione delle circa trenta famiglie che, nonostante i danni causati dall'alluvione dello scorso 4 dicembre, risiedono nella zona. La viabilità provinciale nel frattempo è stata ripristinata quasi dappertutto ed è stata anche riaperta la ferrovia Viterbo-Roma, interrotta ieri a causa di uno smottamento di terreno tra Tre Croci e Vetralla.
La Provincia si muove.
La provincia comunque inizia a stimare i primi danni; la spesa sostenuta per gli interventi d'urgenza, infatti, ammonta a circa 500mila euro. "Ci sono allagamenti generalizzati ma che al momento non destano preoccupazione", spiega il responsabile della Protezione Civile regionale Gianfranco De Angelis, impensierito soprattutto per la nuova onda di maltempo in arrivo nel pomeriggio.
A Capannelle alcuni residenti di via Casale della Sergetta sono rimasti intrappolati dentro casa dalla notte scorsa "perché la strada si è trasformata in un fiume con acqua alta più di un metro ed i vigili del fuoco non intervengono".
Alcune famiglie residenti della strada, denuncia l'avvocato Simone Pacifici, "si sono risvegliati con l'acqua in casa ed è impossibile mettere il naso fuori casa perché la strada è ormai una risaia con le auto che vi galleggiano".

(Omissis)