METRO
"DIRE NO ALL'ALCOLTEST NON E' UN REATO"
DA “METRO" - Data Martedì 24 giugno 2008
«Trovo che l'equiparazione del reato di guida in stato di ebbrezza al rifiuto di sottoporsi al test etilometrico sia anticostituzionale».
Così commenta il provvedimento sulla confisca dell'auto Simone Pacifici, avvocato specializzato in procedimenti penali per alcolest.
«Viola sia il diritto di difesa sia il principio di uguaglianza».
Per l'avvocato ci sono infiniti casi di "rifiuti legittimi".
«Un esempio: io non posso soffiare nell'etilometro perchè soffro di asma. E' forse un reato questo? Se toccasse a me farei subito ricorso».
QUELLA TASSA DI NOME MULTA
DA “Metro” – Data Giovedì 22 maggio 2008
L’esperto
“Troppe multe senza contestazione”
L’INTERVISTA. I dati forniti dall’Aci non stupiscono più di tanto l’avvocato Simone Pacifici, esperto in controversie relative alle violazioni del codice della strada.
Automobilisti indisciplinati o vigili dal verbale facile?
- Entrambe le cose. Questo perché manca dialogo, che tra l’altro il Codice prevede.
I Comuni però ci guadagnano 1 miliardo di euro all’anno.
- Le amministrazioni devono far cassa, e fioccano le multe senza contestazione immediata: il multato vede arrivarsi tutto a casa senza potersi difendere.
Senza considerazione per lo stato di necessità…
Esatto: se una Ztl non è segnalata bene, la multa è illegittima. E dove non ci sono parcheggi, è normale metterla in doppia fila.
Non ci sono soluzioni?
Il ricorso, con spese maggiori a quelle delle sanzioni. Ma va incentivata la cultura stradale e alcune infrazioni devono diventare reato. V.M.
MULTE E AUTOVELOX. IL TESORETTO D’ITALIA
DA “METRO” – Data Martedì 26 febbraio 2008
Crescono del 16% gli introiti delle contravvenzioni
L’opinione dell’esperto
“La prevenzione non c’entra con i bilanci”
ROMA. E’ un Paese che, quanto a incidenti stradali, conosce ogni fine settimana bilanci da guerra civile.
Di sicuro, la velocità è uno dei fattori principali che contribuiscono al brusco risveglio del lunedì.
I Comuni spesso si attivano con apparecchiature di rilevazione in tratti di strada non segnalati e su cui è arduo rispettare un limite che a volte può produrre conseguenze molto più gravi di intralcio al traffico o decelerazioni improvvise.
L’esigenza di prevenzione dovrebbe avere poco a che vedere con i conti.
Si sa che un automobilista di passaggio (i più colpiti) difficilmente proporrà ricorso avverso al verbale di un comune più o meno sperduto: l’amministrazione ne è conscia e potrà confidare negli innumerevoli verbali di accertamento di violazione redatti e pronti da essere notificati ad ignari conducenti nei posti più disparati d’Italia.
IN ARRIVO 150MILA CARTELLE ESATTORIALI
DA "METRO" – Data Giovedì 7 febbraio 2008
L’esperto spiega
“Controllare prima di pagare”
CITTA’. Non precipitatevi a pagare se vi arriva un avviso di pagamento: prima verificate se il pagamento richiesto sia stato già, nei termini, estinto o se la cartella sia stata impugnata ed annullata dal giudice. In caso positivo, dovrete diffidare concedente e concessionario dall’astenersi dalla procedura, chiedendone archiviazione ed eventuale risarcimento.
In ogni caso, alla luce dell’ordinanza della Consulta n. 377 del novembre 2007, che ha ribadito l’importanza della legge 212/2000, potrete non adempiere al sollecito e opporvi all’esecuzione di fronte al giudice civile, invocando il vizio dell’omessa indicazione del responsabile del procedimento che rende illegittima tutta la procedura.
L’effetto sarebbe di bomba nucleare, senza considerare la responsabilità che Equitalia avrebbe verso i mandanti nel caso non avesse rispettato le procedure di formazione e compilazione delle cartelle di pagamento.
MULTATO PER IL TRENO DI HARRY POTTER
DA "METRO" – Data Venerdì 18 gennaio 2008
“Mancata precedenza al tram” lì dove mancano i binari
Chiesti accertamenti sulla capacità intellettiva del vigile
SAN GIOVANNI. Attraversando in scooter la sede tramviaria di via Magnagrecia non ha dato la precedenza al tram. Per questo Simone Pacifici, uno degli avvocati romani più battaglieri sul fronte contravvenzioni, il 27 ottobre scorso si è visto recapitare a casa una multa. Peccato che in via Magnagrecia non vi transiti nessun veicolo a rotaia e che, oltretutto, in strada non vi siano nemmeno i binari.
«A meno che non si tratti del treno di Harry Potter - racconta ironicamente Pacifici, che ha già impugnato l’atto davanti al Prefetto e denunciato il vigile per abuso d’ufficio, falso ideologico ed omissione d’atti d’ufficio, - lì non può passare nessun tram. È sconcertante che un agente possa redigere un simile verbale».
Per di più il vigile, al tempo in forza al gruppo IX della Polizia Municipale di Via Macedonia, un motivo per multare l’avvocato ce l’avrebbe avuto: stando al verbale infatti il legale sarebbe passato con il rosso. Ma per questo motivo, nessuna sanzione.
«In questo modo non si creerà mai un rapporto sereno tra vigili e cittadini - continua Pacifici, che nel frattempo ha chiesto accertamenti sulle facoltà intellettive e percettive del vigile in questione - in queste condizioni non è affatto semplice».
“multopoli”, ieri tutti dai giudici
DA "METRO" – Data Venerdì 30 Novembre 2007
PIAZZALE CLODIO. Il caso delle “multe pazze” entra nel vivo in Procura. Ieri hanno sfilato davanti ai magistrati di Piazzale Clodio, come persone informate dei fatti, l’amministratore delegato della Gerit, (mandataria del servizio di riscossione) Enzo Leone e l’assessore comunale alle Politiche economiche, finanziarie e di bilancio Marco Causi.
Ad ascoltarli, un pool di magistrati di primissimo piano: il procuratore aggiunto Franco Ionta, Pierfilippo Laviani e il sostituto procuratore Giuseppe Corasaniti sulla base degli accertamenti svolti dal Comando provinciale delle Fiamme Gialle.
Nel mirino degli inquirenti c’è il meccanismo che determina l’invio delle “cartelle pazze”: sia a Causi che a Leone è stato infatti chiesto di chiarire i diversi passaggi che conducono alla richiesta finale di pagamento per l’utente. In serata, ieri, l’assessore Causi non ha ritenuto necessario spiegare i motivi della sua convocazione davanti ai magistrati. Eppure, le possibili responsabilità dell’amministrazione comunale sarebbero relative al non aggiornamento delle pendenze, che ha determinato un “corto circuito” tra uffici diversi. «Posso solo dire che non c’è nessuna ipotesi di reato». Il fascicolo aperto da tempo in Procura era sulla ipotesi di truffa, omissione d'atti d’ufficio, abuso. Per ora l’inchiesta è contro ignoti: da accertare saranno anche le eventuali omissioni o disattenzioni che sarebbero state alla base delle migliaia di contravvenzioni.
«Sia la Gerit che il Comune non possono non sapere se il credito sia stato pagato o no, o se il ricorso dell’utente sia stato accolto - spiega a Metro l’avvocato Simone Pacifici, ultimamente motore di numerose cause per le “multe pazze” - la responsabilità è di tutti e due. Quello che importa, infatti, è che i casi sono troppi e troppo eclatanti. Oltretutto il fatto che la Gerit chiedesse dei pagamenti senza accertare che fossero stati già esatti, è un comportamento non corretto».
A.B.
GERIT, MACCHE' PAZZE. sono cartelle ‘furbe’
DA "METRO" – Data Lunedì 26 Novembre 2007
ROMA. Le ho sempre chiamate “multe non pazze”. Già qualche anno fa, quando concessionario era il Monte dei Paschi, i conti non tornavano: di qui le prime denunce per falso materiale e ideologico, truffa ed estorsione. Seguite da altrettante archiviazioni della Procura. Nonostante per la prima volta in Italia avessi ipotizzato il dolo eventuale che dava la possibilità di procedere per ipotesi dolose come falso, truffa ed estorsione, e non per pretesi errori amministrativi.
Il punto è che al Concessionario del servizio nazionale di riscossione non incombe un generico diritto/dovere di procedere alla riscossione di somme purchessia, ma solo ed esclusivamente delle somme di cui il cittadino è effettivamente debitore. Cosa che Gerit-Equitalia non ha mai fatto scaricando sul Comune l’onere di accertare la legittimità della pretesa del pagamento, e pretendendo invece l’estinzione del debito.
Questa vessazione ha generato un contenzioso così imponente da poter essere paragonato, per l’impatto sociale, al caso dei bond argentini.
UN ASPETTO che ritengo rilevante è la formulazione delle indicazioni, spesso incomplete o errate, al destinatario su modi, tempi e autorità cui presentare un eventuale ricorso. Un nebulosità che, aggiunta alla minaccia del fermo auto, dell'ipoteca sulla casa ha spinto molti contribuenti a pagare, piegandosi ad una palese ingiustizia.
UN PARTICOLARE PER TUTTI: non è indicato l’indirizzo cui notificare il ricorso, né è spiegato che è possibile la consegna diretta, da parte dell'interessato, agli uffici dell'ente impositore, in questo caso la Gerit. Non viene spiegato che per controversie di valore superiore ai 2.582,28 euro è richiesta l'assistenza legale: pena l’inammissibilità del ricorso! Indicare poi solo la commissione tributaria come autorità per l'opposizione è errato: la Gerit non può non sapere che quest’organo è competente solo per i tributi. Se nonostante queste chiare responsabilità si arrivasse all'ennesima archiviazione, chi scrive è pronto a valutare la possibilità di portare all'attenzione della Corte di Strasburgo uno dei casi più vergognosi della storia italiana.
UN CONSIGLIO ai lettori di Metro. Nel caso di richieste di pagamento non dovute, denunziare Comune e Concessionario, diffidarli, ricorrere in commissione tributaria o presentare opposizione all’esecuzione al giudice civile. Infine, rivolgersi al Garante per la Privacy per illecito trattamento dei dati personali.
SIMONE PACIFICI
LA SCHEDA
Simone Pacifici, classe 1974, è avvocato penalista con all’attivo ormai numerose cause vinte contro le cartelle “pazze”.
Non più di dieci giorni fa il giudice di pace di Roma ha accolto un suo ricorso secondo cui, riguardo le strisce blu, tutte le multe che vengono fatte alle automobili parcheggiate all'interno delle strisce blu che non hanno pagato l'apposito ticket sono nulle se nel verbale si parla di violazione dell'articolo 157 del codice della strada (luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato).
MULTA NULLA SENZA LA FIRMA NELLO SPAZIO DICHIARAZIONI
DA "METRO" - Data Venerdì 29 Ottobre 2004
IN CASO DI MULTA, non fare sottoscrivere al trasgressore lo spazio riservato alle eventuali dichiarazioni, non consente allo stesso di difendersi. Da ciò deriva l’annullamento del verbale di contravvenzione.
Lo ha stabilito il giudice di pace di Roma Carlo Venditti, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Simone Pacifici, patrocinatore di un giovane universitario protagonista di un episodio avvenuto nel maggio dello scorso anno.
Lo scooterista, su via del Parlamento fu fermato dalla polizia che gli contestò di non essersi fermato a un semaforo rosso. Al giovane fu rilasciata copia del verbale, mancante del numero cronologico, e anche della sua firma.