CORRIERE DELLA SERA

"STRESS DA LAVAVETRI": ESPOSTO IN PROCURA

DA "CORRIERE DELLA SERA" - Data Sabato 29 Luglio 2006

Un avvocato presenta una denuncia per difendere gli automobilisti «assaliti» ai semafori

Laura Martellini

I sintomi sono a tutti conosciuti: spalle che crollano, braccia che si allargano, indici alzati e ondeggianti a significare un «no» netto e assoluto.

Meno noto è che questo comportamento abbia da ieri una sua formulazione (quasi) giuridica: «danno da stress da lavavetri».

A configurare questa ipotesi è l'avvocato Simone Pacifici, 31 anni, due figli, una moglie che studia da magistrato, e diverse esperienze negative, da protagonista e da testimone, appunto con gli extracomunitari che stazionano ai semafori.

Alla procura l'avvocato ha presentato un esposto-denuncia per «richiamare, diffidare ed eventualmente sanzionare i lavavetri che creano situazioni di pericolo per i conducenti di autovetture o motocicli». E chiarisce: «Al motivo di ordine pubblico, si aggiunge il profilo di stress per gli autisti sottoposti alla tortura del lavaggio forzato. Ho visto con i miei occhi un anziano terrorizzato dopo che un albanese si è buttato addosso alla sua auto».

Nell' esposto, anche la richiesta di acquisire tutti i verbali di accertamento di violazione del codice della strada del 2005. Perché di questo si tratta: «L' articolo 190 del codice impone l' obbligo per i pedoni di causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. E i lavavetri sono pur sempre pedoni. Ma al di fuori da ogni controllo».

Nulla di personale contro chi sopravvive come può. A conferma, l'avvocato rimanda al suo sito dove sono riportate le tante sentenze favorevoli ottenute in difesa d'immigrati a rischio d'espulsione.

E ai cittadini manda a dire: citino pure per danni da stress e «omesso controllo» l' amministrazione.

Gli studi d'avvocato - in particolare il suo - sono pronti a dare battaglia.

CRONACA DI ROMA

DA “CORRIERE DELLA SERA” Data Venerdì 5 maggio 2006

Lavinia Di Gianvito

(Omissis)

Ed è una storia di multe anche quella dell’avvocato Simone Pacifici, che ha presentato un esposto alla procura contro il Monte dei Paschi di Siena e il Campidoglio, come soggetto che comunica i crediti vantati alla banca concessionaria del servizio di riscossione.

A marzo dell’anno scorso il Monte dei Paschi ha inviato al legale una cartella di pagamento di 1.483,48 euro per vecchie contravvenzioni. Che però, sostiene il penalista, non ci sono più: sono state annullate, in gran parte, dai giudici di pace.

Alla cartella “pazza”, secondo Pacifici, sarebbero pure allegati alcuni verbali in fotocopia difformi dagli originali.

E l’avvocato non vuole soltanto che si accerti l’eventuale reato: chiede anche la sospensione della concessione alla banca, affinché non vi siano “ulteriori e più gravi conseguenze”.

TROPPI RUMORI A “FIESTA”. PRESENTATO UN ESPOSTO

DA “CORRIERE DELLA SERA” – Data Mercoledì 26 Luglio 2000

Non riesce più a dormire a causa dell’altissimo volume degli impianti sonori e dei rumori causati dai partecipanti di “Fiesta”.

Questi i motivi dell’esposto presentato ieri da Simone Pacifici, che abita a pochi metri dall’ippodromo delle Capannelle.

La procura dovrà ora stabilire se i rumori provocati dagli impianti acustici e dai frequentatori della manifestazione dell’”Estate romana” siano compatibili con le norme sulle emissioni sonore.